15/10/2004

estetica minima

In Guerra a pace, a p.772 (vol. 2 dell'edizione Einaudi Tascabili), si legge: "... guardando la figura nera della Vergine illuminata dalle candele che le ardevano davanti..."

Per un riflesso condizionato ho automaticamente pensato al soprintendente di turno che, in difesa dell'integrità del dipinto (dell'icona, in questo caso) avrebbe tuonato: "orrore! fate spegnere subito quelle candele! rovinano il quadro, lo fanno annerire! Siete pazzi!"

Ma le candele devono ardere davanti alla figura nera della Vergine!

Ho pensato che troppo spesso il primato di certe categorie etiche utilizzate in luogo di quelle estetiche, meno commerciabili, sia solo una manovra diversiva per dirottare lo sguardo lontano dal senso di colpa per aver assassinato la funzione dell'arte.
E che questo approccio, in realtà tutto estetico e conservativo al fatto artistico, svuotato della sua matrice originaria, sia un vulnus della cultura occidentale da cui non ci decidiamo a guarire.

di blogsenzaqualità | 15/10/2004
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